Marangoni, Naba e Domus Academy: dal maxi deal nasce Galileo Italia

Operazione da 225 milioni di euro nella formazione di moda in Italia: il gruppo londinese Galileo Global Education (Gge), azionista di minoranza di Marangoni, rileva il 100% di Naba e Domus Academy attraverso un’operazione da 225 milioni di euro. Nasce la newco Galileo Italia, il cui a.d. sarà Roberto Riccio (nella foto).

Il Sole 24 Ore, che ha pubblicato in esclusiva la notizia, precisa che l’acquisizione è stata firmata ieri, 22 novembre, ma che il closing ufficiale sarà a gennaio.

Come spiega Riccio – attuale ceo della Marangoni – al quotidiano di Confindustria, Gge ha acquisito il 100% di Naba e Domus Academy dal gruppo americano Laurate Inc., che aveva in portafoglio le due scuole di moda dal 2009.

Detto per inciso, fa parte dell’accordo anche la European University Cyprus, che però non  si occupa di fashion ma di medicina.

Riccio prospetta ovviamente forti sinergie tra gli istituti al centro del nuovo maxi polo da oltre 100 milioni di euro di ricavi «in termini di programmi, docenze, progetti e relazioni con le aziende, che rappresentano un punto di forza della formazione di moda e design nel nostro Paese».

Questo senza che Istituto Marangoni, Naba e Domus Academy perdano le loro identità e specificità. Nata nel 1935, la Marangoni – il cui azionista di maggioranza è il fondo Providence Equity Partners – è partita come fashion school, ma ha progressivamente diversificato il campo d’azione, aprendosi soprattutto al design, in modo da coinvolgere in totale 4mila allievi l’anno, distribuiti in dieci sedi worldwide, con Milano come epicentro.

Più recente la costituzione di Naba, che ha mosso i primi passi nel 1980 focalizzandosi su arte, moda e design e che a sua volta fa da punto di riferimento per circa 4mila studenti. Il nuovo corso potrebbe portare con sé nuove aperture per questa realtà.

Infine, Domus Academy: fondata nel 1982, si rivolge a chi è già in possesso di una laurea, a sua volta con moda, arte e design come core business, e ha tra 200 e 300 iscritti. Riccio sostiene che quello di Domus sia un format con grandi potenzialità internazionali, tutte da sviluppare.

Della serie, l’unione fa la forza: in un mondo dominato finora dalle scuole di moda straniere, le italiane sono pronte a dare del filo da torcere alla concorrenza.

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